24 Novembre 2020
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Ronnie O’Sullivan Campione del Mondo 2020

A 44 anni la superstar del biliardo Ronnie O’Sullivan, icona indiscutibile ed ineguagliabile della disciplina, trionfa al Crucible Theatre di Sheffield e vince per la sesta volta in carriera il Campionato del Mondo di snooker. Dopo i memorabili sigilli del 2001, 2004, 2008, 2012, 2013 e quella maledetta finale persa (l’unica della carriera) nel 2014 contro Mark Selby, il fenomeno inglese, sua Maestà The Rocket, torna a sedersi sul trono del pianeta. Un’impresa titanica anche per il più forte e talentuoso giocatore di snooker di tutti i tempi, che nonostante l’età, nonostante il format logorante del torneo, nonostante il livello stellare della concorrenza si è battuto dall’inizio alla fine del torneo senza mai risparmiarsi dando vita a battaglie epiche, che rimarranno scolpite nel tempo.

Un vero peccato che la finale tra Ronnie O’Sullivan e Kyren Wilson non abbia avuto molto da offrire dopo la prima giornata di gara, quando è iniziata la lunga marcia trionfale di Ronnie, che con 8 frame consecutivi ha fissato il punteggio finale sul 18-8 a suo favore. Entrambi hanno dato tutto quello che avevano, scarichi ed esausti dopo le infinite e spettacolari semifinali giocate contro Selby e McGill, terminate al decider e che passeranno entrambe alla storia dello snooker (e magari sarà “Snooker Day” come proposto da Andrea Campagna voce di Eurosport).

Ronnie fa il pieno, torna a casa con il titolo in tasca, un assegno da 500.000 sterline, la seconda posizione in classifica mondiale, il 37° titolo ranking in carriera (nuovo recordo nello snooker, sorpassa Stephen Hendry fermo a 36), la rivincita su Mark Selby (contro il quale aveva perso il titolo nel 2014), e la qualificazione diretta ai tornei asiatici. Ha avuto veramente tutto quello che poteva avere da questo mondiale. Certo una finale contro Judd Trump sarebbe stata leggendaria e sicuramente più emozionante di quella che è andata in scena contro Kyren Wilson… ma siamo certi che al fenomeno inglese vada più che bene così, anche perchè l’esito non sarebbe stato così scontato.

E’ stato un mondiale anomalo, per la mancanza di pubblico e per le regole restrittive dovute al covid-19, ma probabilmente uno dei più belli in assoluto, stellare per la presenza di tanti campioni ma soprattutto per il livello di gioco espresso da tutti, outsider compresi (che piacevole scoperta Jamie Clarke e Kurt Maflin), che ci ha regalato emozioni fortissime da entrambe i lati del tabellone ed in particolare nelle semifinali, con le due lunghissime battaglie concluse al decider. Una tra Ronnie O’Sullivan e Mark Selby (con i tre frame capolavoro di Ronnie che inchiodano Selby sul match point e ribaltano incredibilmente l’esito, dal 16-14 al 16-17) e l’altra, epica, infinita, drammatica, terminata 103-83 tra Kyren Wilson ed Anthony McGill (che McGill in questo torneo!).

Solo due considerazioni prima di lasciarvi:

La prima è che la mancanza di pubblico, per le restrizioni dovute al covid-19, abbia in qualche modo favorito il gioco, eliminando parte della pressione e delle distrazioni che un Campionato del Mondo esercita su tutti i giocatori. Un’evidenza la troviamo nella prestazione dei due outsider (Maflin e Clarke) ma anche in quella di Ronnie, che trovandosi faccia a faccia con i suoi avversari in un ambiente privo di distrazioni, è riuscito a trovare una concretezza di gioco che spesso gli manca. E’ stato in qualche modo costretto a tenere al guinzaglio il suo lato da “showman”, limitando i suoi eccessi nelle fasi cruciali del torneo. E poi, parliamoci chiaro, nessuno vorrebbe mai trovarsi da solo in una stanza vuota, con solo un tavolo da snooker e Ronnie come avversario. Se fosse stato un Mondiale “normale”, forse (e credo il dubbio sia lecito), l’esito sarebbe potuto essere diverso.

La seconda considerazione.

Dopo la vittoria di Ronnie su Selby si sono scatenati i social (anche noi, facciamo “mea culpa”, ma non troppo) e tutti i tifosi del talento inglese non si sono risparmiati tra post, battute e meme, più o meno leciti, contro Selby. E questo ha fatto storcere il naso a molti: fans di Selby, puristi dello snooker, etc… Ci sta. Ma siamo sempre in ambito “social”, dove si parla, si discute ma si scherza anche. E non c’è veramente nulla di male nel farlo. E questo non toglie nulla ai giocatori del circuito, che sono e rimangono tutti dei talenti indiscutibili. Il tifo, le simpatie personali, le valutazioni personali trascendono i valori in campo è così da sempre, in ogni sport o gioco. Poi siamo di fronte ad un evento eccezionale, che suscita emozioni forti e i social sono costruiti per dare nell’immediatezza una valvola di sfogo alle emozioni. Ronnie contro Selby è stato il tema principe nei dibattiti snookeristici per diversi anni, è dal 2014 che si attendeva questa partita… personalmente mi aspettavo di sentire suonare trombe e vedere fuochi di artificio stile capodanno, qualsiasi fosse stato l’esito della partita. Giocatori così diversi e così forti, da una parte un genio istintivo e sregolato, dall’altra il più riflessivo e tecnico dei suoi avversari, giorno e notte che si scontrano ancora una volta nelle fasi finali del Campionato del Mondo, dopo 6 lunghi anni di attesa, nei quali si è assistito al declino di O’Sullivan e alla sua completa rinascita.

Se anche voi volete seguire più da vicino lo snooker vi consiglio di iscrivervi al gruppo Facebook ITALY SNOOKER FANS, dove troverete interventi, materiale, curiosità e informazioni veramente molto utili e dettagliate.

Un ringraziamento ad “Alex Bacche Higgins” per la revisione 😉

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